Bologna-Fiorentina 2-0: Le pagelle e sintesi

Inserito: 22 febbraio 2012 Autore: Redazione CalcioA.it Sezione: Serie A Invia articolo per email Stampa questo articolo Stampa

BOLOGNA-FIORENTINA 2-0
MARCATORI: pt 30’ Diamanti, 43’ Ramirez
BOLOGNA (3-4-2-1): Gillet 7; Raggi 6.5, Portanova 6 (36’ st Cherubin ng), Antonsson 6; Pulzetti 6.5, Mudingayi 6.5, Perez 6.5, Rubin 6; Ramirez 7.5 (23’ st Kone ng), Diamanti 7.5; Di Vaio 7 (32’ st Acquafresca ng). A disp. Agliardi, Morleo, Garics, Taider. All. Pioli 7
FIORENTINA (3-5-2): Boruc 5.5; Gamberini 5, Natali 6, Nastasic 5.5 (29’ st De Silvestri ng); Cassani 6, Olivera 4, Montolivo 5, Lazzari 5, Vargas 5.5 (14’ st Salifu 6); Jovetic 6, Amauri 5.5. A disp. Neto, Romulo, Felipe, Ljajic, Cerci. All. Rossi 5
ARBITRO: Giannoccaro di Lecce 6
NOTE: 14.120 spettatori per un incasso di 163.897 euro. Espulso Olivera (4’ st) per gioco violento. Ammoniti: Gamberini, Vargas, Diamanti e Cassani per gioco 

Gol del trequartista e perla di tacco dell’uruguaiano Bologna al 7° risultato utile di fila. Fiorentina al buio

falloso. Angoli: 7-4 per la Fiorentina. Recupero tempo: pt 1’, st 4’
STEFANO BUDRIESI

BOLOGNA. Se Gaston Ramirez fosse quotato in Borsa, il gol con cui ha affondato definitivamente la Fiorentina varrebbe un paio di milioni secchi in più nella sua valutazione. Ci sarà tempo per trovargli il giusto trampolino di lancio: gli acquirenti non mancheranno. Per adesso godono i tifosi del Bologna – al 7° risultato utile consecutivo – che si sono lustrati gli occhi nella ghiacciaia del “Dall’Ara”. Val la pena partire da qui, dal cross basso di Marco Di Vaio a fine primo tempo, su cui Gastoncito si è proiettato già intuendo modi e tempi per la grandissima giocata. Gamberini si è ritrovato beffato, alla pari di Boruc, da un geniale colpo di tacco, che proietta il gol di Ramirez nella bacheca delle magie da ricordare: Mancini, Baggio, Zola e non molti altri.
STATO DI GRAZIA Il Bologna aveva già la partita in mano, grazie alla cocciutaggine dell’eccellente Diamanti, compagno di giochi e di invenzioni dell’uruguagio. Al 30’ una combinazione partita dallo stesso Ramirez e sviluppata ancora da Di Vaio – due assist, tanto per gradire – ha consentito al trequartista toscano di trovarsi a tu per tu col portiere viola, abile a ribattere. Sembrava fosse finita lì, ma il fantasista rossoblù non si è perso d’animo, lavorando una palla diventata difficile a centro area e battendo di rabbia Boruc. La Fiorentina fino a quel momento se l’era giocata alla pari, o forse anche meglio dei padroni di casa. Solo che dall’altra parte c’era Gillet, ancora in stato di grazia dopo la partitona di San Siro. Amauri non è riuscito a trovare lo spunto giusto, andandoci vicino soprattutto con una combinazione con Jovetic prima, e con un’incornata sotto misura poi. Ma niente da fare contro la saracinesca belga. Stefano Pioli analizza: «Ho avuto paura perché la Fiorentina ha sviluppato azioni con grandissima velocità. Ma non perché la mia squadra avesse approcciato male la partita. Credo, al contrario, che questa vittoria valga molto, proprio per la nostra prestazione. Molti si aspettavano un Bologna con la pancia piena. Niente di tutto ciò».
ROSSO MERITATO I viola, che hanno protestato al 9’ per un gomito piuttosto largo di Di Vaio a ribattere in area una punizione di Vargas, si sono poi persi d’animo. Nella ripresa non sono riusciti a produrre quasi nulla. Il colpo di grazia è venuto sulla sciocchezza spaziale di Olivera, che ha pensato bene di abbattere l’inafferrabile Diamanti in contropiede con una gomitata tra capo e collo. Aggravante ulteriore il ditino in alto a fare no-no, a meno di un secondo dal fallaccio, sanzionato giustamente da Giannoccaro col rosso diretto. Era il 4’ della ripresa: da lì in avanti non c’è stata più partita. Il Bologna si è limitato a controllare senza soffrire mai di nulla. Delio Rossi sintetizza dal suo scranno: «Difficile dare un giudizio, è stata la classica gara decisa dagli episodi. Nel primo tempo abbiamo prodotto un buon calcio, ma non siamo stati cinici. C’era anche un fallo, non visto dall’arbitro, e lì si è deciso l’incontro, al di là dell’espulsione».