Juventus: Che stecca al Milan
Una mancata risposta che in realtà è la più eloquente delle repliche. L’amministratore delegato della Juventus Giuseppe Marotta non commenta le dichiarazioni di Massimiliano Allegri , che si sarebbe «divertito se l’arbitro avesse annullato il gol di Chiellini al Catania», ma le parole che sceglie per spiegare la sua decisione suonano
in realtà come una stilettata al tecnico rossonero. Quel «Noi non mettiamo bocca in casa d’altri», pronunciato dopo che l’allenatore del Milan aveva messo la sua, di bocca, in casa bianconera, non è certo un semplice no comment : casomai una ripartenza secca e senza fronzoli, come quelle che di solito nascono dal pressing della squadra di Conte .
DEMAGOGIA Una ripartenza, quella di Marotta, diretta probabilmente non soltanto ad Allegri, ultimo a intervenire sulle decisioni di un arbitro in una partita dei bianconeri, ma anche a tutti coloro che avevano criticato Conte dopo Parma-Juventus, quando il tecnico juventino si era lamentato del fatto che gli arbitri sembrino avere «paura di fischiare un rigore a favore della Juventus». Una presa di posizione che aveva attirato rimbrotti anche da chi, come Zeman o Ranieri , non era coinvolto nella partita tra bianconeri e gialloblù, in cui i primi avevano recriminato per i falli non concessi su Giaccherini e Pirlo , i secondi per quello suGiovinco : «Di demagogia negli ultimi giorni ne è stata fatta fin troppa, diventerebbe una cosa lunga andare a rispondere
a tutti», spiega l’amministratore delegato bianconero. Che poi, prima di assistere alla finale della Viareggio Cup che vedrà la Juventus battere la Roma, sottolinea qual è la linea della società nei riguardi del mondo arbitrale: «Noi abbiamo semplicemente espresso delle valutazioni con la massima serenità: le nostre sono state critiche assolutamente rispettose, nel contesto di un confronto con il mondo arbitrale che serva a crescere. E il fatto che nessuno sia incorso in deferimenti è le dimostrazione della nostra correttezza».
IBRA O NO Nessun provvedimento disciplinare per la Juventus, già. Proprio un provvedimento disciplinare, però, sarà fino a giovedì uno dei temi caldi della settimana che porta a Milan-Juventus: l’esito del ricorso rossonero contro le tre giornate di squalifica a Ibrahimovic che, se accolto, consentirebbe allo svedese di giocare sabato sera contro i bianconeri. Marotta, però, tiene fede all’intento di non voler «entrare in valutazioni di quanto avviene in casa altrui». E così, riguardo alla squalifica di Ibra, sottolinea che «il ricorso
non ci riguarda e quindi non faccio pronostici su quello che potrà essere l’esito. Di sicuro il Milan ha dimostrato di essere forte con Ibrahimovic e anche senza». Talmente forte che per l’ad bianconero è ancora la squadra rossonera ad essere favorita per lo scudetto. Anche se a pensar male il dubbio che si tratti di dichiarazioni “tattiche” nasce: «Il Milan è campione uscente ed è fra le migliori otto squadre d’Europa, è logico che sia il favorito. Noi dobbiamo ricordarci che veniamo da due settimi posti e stiamo risalendo la china, poi sarà difficile prevedere quale sarà l’epilogo. Di sicuro siamo molto soddisfatti e orgogliosi di andare a giocare a Milano in questa posizione di classifica, che premia il grande lavoro svolto da tutte le componenti societarie e dall’allenatore». Un lavoro i cui frutti non dipenderanno dall’esito della partita di San Siro, assicura Marotta: «Qualsiasi sia il risultato, la sfida di sabato sera non sarà decisiva. Mancano ancora tante partite e tanti punti e il campionato italiano insegna che i pronostici possono cambiare da un momento all’altro, magari nei confronti con le piccole squadre».

