Genoa: E’ dura senza Gilardino

Inserito: 20 febbraio 2012 Autore: Redazione CalcioA.it Sezione: Serie A Invia articolo per email Stampa questo articolo Stampa

Cade Marassi e cade il Genoa. Lo fa in maniera fragorosa, senza nemmeno segnare un gol e con i fischi finali alla squadra invitata sotto la Gradinata Nord che l’aveva incitata per tutti i novanta minuti. Terza sconfitta consecutiva in appena sette giorni, terza gara senza segnare. Questo forse il dato più allarmante. La macchina del gol capace di viaggiare a gennaio ad una media di tre reti a partita, sconfiggendo in casa Udinese, Napoli e Lazio si deve arenare contro la difesa coriacea del Chievo, dopo che già aveva alzato bandiera bianca contro il Catania e con l’Atalanta. E a poco vale per i rossoblù l’aver in parte registrato la difesa, comunque sempre in emergenza, che ha subito solo due gol in due partite.

Cade anche il fortino Marassi. «In una settimana abbiamo dilapidato quanto di buono fatto finora. Che rabbia le squalifiche di Sculli e Biondini». Di Carlo: «Bravi, ma la salvezza è lontana»

Perché quando non segni significa che alla fine i punti sono sempre zero. « In una settimana abbiamo dilapidato quanto di buono avevamo fatto fino ad ora»». Pasquale Marino nel dopo gara non poteva essere più esplicito. Un Marino costretto ancora una volta a dover fare i conti con assenze ed emergenza. Disegna un Genoa dal 3-5-2 con Rossi in difesa e Sculli in avanti a far coppia con Palacio. Di fronte un Chievo arcigno che lascia il pallino del gioco agli avversari e si difende quasi con tutti gli effettivi. Basta un gol agli ospiti per aver ragione dei rossoblù e far cadere il fortino Marassi che fortino non è più. Perché il continuo possesso palla di Veloso e compagni si infrange contro la diga degli uomini di Mimmo Di Carlo che incassa i tre punti e ringrazia: vittoria all’andata e al ritorno. «Abbiamo fatto un’impresa, vincere qua non è mai facile. Complimenti ai miei ed a Sorrentino, quella su Jankovic è valsa un gol. Ma siamo anche stati fortunati per l’assenza di Gilardino ». Peccato, sul fronte rossoblù, che la parata su Jankovic sia stata anche una delle poche occasioni avute dagli uomini di Marino. Tanto possesso ma poca concretezza. Non è bastato passare nell’ultima mezz’ora al 4-2-4 con Jorquera Ze Eduardo ad aiutare Jankovic e Palacio . Alla fine per contare le occasioni del Grifone bastano le dita di una mano e nemmeno tutte: una Jankovic, una Sculli, entrambe respinte da Sorrentino, una Kucka e una Palacio terminate fuori. Poco, troppo poco per una squadra che già oggi sarà al lavoro in vista dell’anticipo di sabato prossimo con il Parma e si trova nuovamente costretta a fare i conti con le assenze. «Ora l’importante è provare a recuperare più giocatori possibili – ha spiegato Marino – anche se mi fa rabbia che andranno in squalifica Sculli e Biondini in una situazione gia’ d’emergenza. Dovremo avere lo spirito battagliero dei nostri avversari per le prossime gare. E’ fondamentale però ripartire e speriamo di recuperare qualcuno per sabato contro il Parma»». Una speranza che ha soprattutto un nome: Alberto Gilardino. Senza di lui si è spezzata la magia con Palacio e la squadra non sale, manca un uomo capace di tenere palla in avanti e di mettere paura agli avversari. «Speriamo di recuperarlo per sabato ma non sarà facile. Ze Eduardo nella sua posizione? Non è quel tipo di giocatore, avete visto che quando è entrato poi si è subito decentrato?»». Domande che non hanno bisogno di risposte. Per le polemiche e le analisi ci sarà tempo, una squadra e una rosa figlia di errori estivi come lo stesso Preziosi sabato scorso ha aveva ammesso, sperando peraltro in un regalo per il suo compleanno e invece festa rovinata e prima sconfitta casalinga dell’era Marino. Adesso bisogna pensare a fare i punti salvezza. «servono i punti per la tranquillità» ammette Marino e Di Carlo, che di salvezze se ne intende snocciola anche le cifre. «Con gli ultimi risultati la quota salvezza sarà almeno a 42 punti»».