Calciomercato Roma, De Rossi: «Resto per Luis Enrique»
« De Rossi avrà un compenso lordo di 10 milioni annui, più bonus per varie competizioni. È un contratto che non prevede nessuna clausola rescissoria». Se la cava con poche parole il dg Franco Baldini , ufficializzando quello che era noto da domenica sera, assenza di clausola inclusa. La telenovela-De Rossi ha il lieto fine che la tifoseria giallorossa si augurava e che lo stesso calciatore si era prefissato: «Quello che mi DE ROSSI «E’ fondamentale: l’allenatore che mi fa sentire meglio» ha spinto a restare è questa squadra, questa città – spiega -. Mi sono reso conto che quello di cui ho bisogno è qui. Qualche indecisione l’ho avuta, non lo nego. Ma qui sto bene e ho bisogno della Roma per giocare in una certa maniera». Sincero, anche quando ammette di aver avuto più di un’esitazione: «C’è stato un momento lo scorso anno, in cui sentivo che l’amore dei tifosi era leggermente scemato. E’ stato un periodo nel quale le ambizioni e la voglia di confrontarmi con i più forti al mondo e per i trofei più importanti mi ha affascinato». LUIS, IL MIGLIORE Poi, però, ha prevalso la voglia di vincere nella città natale, anche grazie all’arrivo di Luis Enrique : «Devo ammettere che è stato fondamentale per la mia scelta: ha riacceso quella fiammella di cui tutti i giocatori hanno bisogno. Dopo 6-7 mesi posso dire che è l’allenatore che mi fa stare meglio, ogni sua decisione e atteggiamento mi trova d’accordo, e non è poco». Senza contare che i circa 5.5 milioni netti all’anno (senza contare i bonus che faranno lievitare la cifra a 6.5), fanno di De Rossi il giocatore più pagato della storia della Roma. Il centrocampista non fatica ad ammetterlo: «Mi hanno accontentato e io non ho fatto sconti. Quello volevo e quello mi è stato dato. È dunque una scelta di cuore e di testa: non resto per vedere il Colosseo, Mi hanno cercato club da levarmi il sonno: i loro progetti mi convincevano, ora mi aspetto molto dalla Roma. Ho 29 anni, voglio vincere ma perché credo nel progetto. Mi aspetto molto da questa società, anche perché i progetti di altre mi convincevano, eccome. Chi mi ha cercato di più? Non farò mai il nome. Alcuni erano più affascinanti per il loro blasone, altri mi hanno levato il sonno con le offerte. Mi ha cercato qualche italiana (Milan, ndr), ma anche se per me era un onore, sarebbe stata la mia ultima scelta. Perché, in caso di partenza, la mia prima opzione era l’estero, anche per rispetto dei tifosi». ORA VINCERE De Rossi vuole una Roma vincente: «Anche se non so quantificare i tempi, un dirigente può aspettare a vincere, io non posso a 29 anni. Voglio che questo sia l’unico anno in cui partiamo in seconda linea anche se il nostro obiettivo è arrivare più in alto di Lazio, Napoli ma anche di Inter e Udinese. Significherebbe arrivare terzi e sarebbe una stagione da incorniciare. L’anno prossimo, poi, il direttore dovrà fare un grande lavoro. C’è ancora da maturare, ma in 5 anni potrò tornare a lottare per lo scudetto. Per la Champions non lo so». E’ il momento dei ringraziamenti: «Nella trattativa sono stati decisivi tutti i dirigenti della Roma, anche Pallotta e DiBenedetto , i presidenti… Cioè, è uno dei due… Vabbè non ho ancora capito chi sia… Scherzi a parte, il grosso della trattativa l’hanno portata avanti Baldini, Se finissimo terzi sarebbe una stagione da incorniciare. Ringrazio i dirigenti: mi hanno accontentato e io non ho fatto sconti Sabatini e Fenucci che hanno quindi il merito più grande. Voglio però ringraziare anche Rosella Sensi , che già due anni fa mi aveva chiesto di mettermi a sedere per parlare del rinnovo. Poi le vicende societarie non lo hanno più permesso». NO CLAUSOLA Quello che è certo è che l’entità del contratto spazza via le ombre sulla sua permanenza e sul suo futuro, compresa quella clausola di cui si era parlato da tempo e che il calciatore rivela come sia stata «la società a richiederla. Ci ho pensato ma avrebbe stonato parecchio con la mia storia e non se ne è fatto niente». Baldini, vicino a lui, ha un fremito e prova a far chiarezza: «Con Daniele c’è stata una lunga negoziazione e la clausola aveva l’obiettivo di avvicinarsi. Altre squadre più esotiche avevano offerto cifre che, se facessi, non verrei creduto. E questo esclude che Daniele abbia firmato per denaro. La clausola era un’ipotesi negoziale». Di nuovo parola a De Rossi che parla anche di Totti : «Francesco dimostra che si può essere felici, e molto, anche a Roma. Arrivare alla sua età, per essere il più amato, il beniamino e anche decisivo in campo, ci metterei la firma. Lui ha lo scudetto in più che a me manca, ed è la spinta per la mia carriera. Si può essere grandi anche senza scudetto ma ho voglia di metter qualcosa in bacheca». Happy end.

