Scommesse: Cassano nega tutto Confronto con Doni e Gervasoni
L’ultima parata di Mario Cassano, un colpo di reni disperato che rischia di rivelarsi un altro goffo autogol. Come quelle papere esagerate che secondo il pm di Cremona, Roberto Di Martino, erano studiate a tavolino per combinare le partite della sua squadra. La più clamorosa, il rigore che Doni calciò centrale in Atalanta-Piacenza del 19 marzo 2011. Ieri davanti al gip di Cremona, Guido Salvini, si è tenuto l’interrogatorio di garanzia del portiere (accolto all’ingresso in procura da diversi tifosi del Piacenza che lo hanno contestato), ma l’esito è stato negativo su tutta la linea: «Doni non lo conosco. Il rigore? Tutto falso», ha detto Cassano, sul quale grava però l’accusa di almeno quattro gare del Piacenza sospette di combine, oltre ad aver fornito «un contributo stabile al sodalizio» degli scommettitori illegali. «Non ha collaborato, e la custodia cautelare è pesante…», ha tagliato corto il suo legale, Francesco Maresca, aveva definito «molto tranquillo» il suo assistito all’ingresso in procura: «Intende chiarire la sua posizione». Più che chiarire, ha negato tutto: «Doni? Mai conosciuto». Secca la replica del pm Di Martino: «Va bene, allora se non conosce Doni, non avrà problemi a incontrarlo…». Cassano ha accettato, e presto ci sarà un unicum senza precedenti nella storia di “Last Bet”: Cassano e Doni faccia a faccia, alla presenza del terzo “incomodo” Gervasoni. I tre protagonisti della combine di Atalanta-Piacenza. ,
RIVELAZIONI Su quella gara hanno già ammesso Gervasoni («Cassano mi invitò a dire a Doni che qualora ci fosse stato un rigore a favore dell’Atalanta lo tirasse centrale») e Doni («Lo tirai centrale, proprio come mi disse Cassano»). Manca Cassano, il quale, stando a quanto rivelato al gip Salvini da Massimo Erodiani, prima di quell’incontro fece sapere ai “bolognesi” (tramite Paoloni) che per prendere il quarto gol servivano 10.000 euro in più. Va detto che Cassano (e altri di quel Piacenza, almeno Conteh e Guzman) è tenuto d’occhio da tempo dalla Procura, ma una grossa mano è arrivata proprio dalle rivelazioni di Gervasoni. Che lo ha tirato in ballo anche su AlbinoLeffe-Piacenza 3-3 del 20 dicembre 2010 (la gara da 9 milioni di euro in scommesse): «Cassano mi disse che l’incontro era stato combinato tra le due dirigenze. Secondo il predetto erano d’accordo sia i giocatori che le società». E su Siena-Piacenza del 19 febbraio 2011: «Gli slavi volevano che perdessimo con l’over, ma eravamo in una posizione di classifica non compatibile con una nostra sconfitta. Quindi giocammo per un semplice over. In effetti la gara finì 3-2 per noi, e io, Cassano e Catinali percepimmo 20.000 euro a testa per il nostro contributo». Sempre Cassano riferì a Gervasoni un accordo tra dirigenze nella gara Piacenza-Mantova del 2008-09, con il coinvolgimento di Passoni («Secondo Cassano – dice Gervasoni – Passoni agì per conto del Mantova e in particolare del direttore sportivo Magalini»), ma anche qui zero tondo: «In quella gara – avrebbe risposto Cassano – ero squalificato…».
ANCORA BARI Gervasoni infine ha rivelato come fu proprio il portiere del Piacenza a presentare agli “zingari” Alessandro Zamperini, il quale prima di Lecce-Lazio 2-4 incontrò l’amico Stefano Mauri e poi fece visita nell’hotel dei salentini: «Non ero io a conoscere Zamperini ma Cassano – nota Gervasoni -, fu Zamperini a chiederci se conoscessimo qualcuno disposto a “finanziare” la sconfitta di una squadra qualsiasi nei confronti della Lazio». Cassano era stato arrestato sabato, in un’operazione congiunta che ha mandato dietro le sbarre anche l’infermiere «tuttofare» Angelo Iacovelli, che sarà ascoltato oggi. È accusato di aver falsato almeno quattro gare dei pugliesi (Milan-Bari, Bari-Sampdoria, Bari-Roma e Palermo-Bari) oltre a offrire soldi ai giocatori (70.000 euro a testa) per favorire il risultato della scommessa. La Procura di Bari sospetta che quei soldi derivassero dalla malavita organizzata.

