Berlusconi: «Niente candidatura a premier»
Per riprendersi la scena ha scelto un vecchio nemico. Silvio Berlusconi ha parlato ieri al Financial Times, in passato mai troppo tenero con lui. Ha rilasciato un’intervista dalla sua residenza romana, anticipata sul sito del quotidiano economico britannico. Il tutto per un annuncio a effetto: «Nonmi ricandiderò nel 2013 a presidente del Consiglio. Ora mi sono fatto da parte, anche nel mio partito. Angelino Alfano è il mio erede, ma il partito farà le primarie per scegliere il candidato a primoministro». Il Cavaliere ha accettato di affrontare temi sparsi, dal «bunga bunga » ai giudici «di sinistra» («Sui processi sono sereno», ha detto), fino all’appoggio al governo Monti per il quale ha espresso «massimo sostegno sul progetto di riforma del lavoro»: «La speranza è che questo esecutivo, sostenuto per la prima volta dall’intero Parlamento, avrà l’opportunità di proporre grandi riforme strutturali, a partire dall’architettura istituzionale dello Stato, senza le quali non possiamo pensare di avere un Paesemoderno e davvero libero e democratico», ha detto Berlusconi.Qualche parola anche sulle dimissioni da premier: «L’ho fatto per l’ossessiva campagna dei media nazionali e stranieri che accusavano la mia persona e il governo per i livelli raggiunti dallo spread e per la crisi dei mercati. Se fossi rimasto, avrei danneggiato il Paese perché avremmo assistito ad altre terrificanti campagne mediatiche». In ogni caso, ha assicurato al corrispondente del Financial Times di sentirsi «ancora giovane». Pare l’abbia detto mostrandogli un livido e assicurando di esserselo fatto giocando a hockey insieme all’amico Vladimir Putin.

