Roma attenta, il PSG punta forte su Rodriguez

Nei giorni scorsi avevamo parlato della voce proveniente dalla Germania di un interessamento della Roma per Ricardo Rodriguez, terzino classe ’92 in forza al Wolfsburg. Sul giocatore, secondo indiscrezioni di mercato raccolte da TuttoMercatoWeb.com, nelle ultime ore si è però inserito con forza il PSG che in vista della prossima stagione sta cercando un giocatore giovane ma già pronto per un calcio ad alti livelli per affiancare o sostituire Maxwell. L’ex Inter infatti la prossima estate compirà 32 anni, ed il club parigino sta pensando proprio a Rodriguez per avere un valido sostituto. Nei prossimi giorni, quando probabilmente sarà più chiara la situazione relativa alla panchina attualmente di Ancelotti, ci sarà un incontro fra le parti per tentare di gettare le basi della trattativa. Il Wolfsburg per il suo talento chiede 15 milioni, cifra comunque al momento troppo alta per le casse della Roma.

Calciomercato Roma, dopo il no di Allegri si sfoglia la margherita per trovare il nuovo tecnico

Con Allegri che sembra essersi definitivamente riavvicinato al Milan, la Roma adesso si trova a dover fare i conti con una panchina giallorossa ancora senza padrone. La rosa dei nomi che si fanno in queste ore è lunghissima, con due o tre tecnici che però piacciono maggiormente ai dirigenti capitolini. Il primo è Rudi Garcia, che un paio di anni fa porto il Lille a vincere la Ligue 1. Poi un contatto c’è stato anche con Frank Rijkaard, oltre che con Marcelo Bielsa e Laurent Blanc. Il sogno di Franco Baldini continua ad essere l’amico Brendan Rodgers del Liverpool, ma ci sono tropp intoppi per pensare di vederlo la prossima stagione sulla panchina giallorossa. In Italia il preferito di Walter Sabatini sarebbe Stefrano Pioli, ma i petali della margherita da sfogliare nei prossimi giorni comprendono anche Panucci, Di Francesco, Donadoni e Mancini, nonchè Colantuono che qualcuno ieri avrebbe avvistato a colloquio proprio con il ds giallorosso. Il sogno dei tifosi invece è Carlo Ancelotti, però ormai destinato a sedersi sulla panchina del Real. A riportarlo è la Gazzetta dello Sport.

Calciomercato Roma: Allegri è ancora un rebus

IL MESSAGGERO – Allegri sì o Allegri no? Impossibile saperlo per adesso. A Roma la piazza è ancora in trepidazione per conoscere il futuro del tecnico rossonero, ma lui e la dirigenza del Milan non sembrano avere invece tutta questa fretta di decidere. Ieri l’incontro fra il tecnico e l’ad Galliani non è avvenuto in Via Turati come previsto nel pomeriggio, ma a cena in un ristorante di Brera. La decisione? Ancora nulla. La settimana prossima ci sarà un nuovo incontro anche con il presidente Berlusconi e forse qualcosa sarà più chiaro.

Intanto Seedorf è stato avvistato a pranzo con la dirigenza del Botafogo invece che sul campo contro il Santos. Che abbia ricevuto la telefonata da Milano e sia pronto a raggiungere Milanello nei prossimi giorni? Non si sa. L’unica certezza è che la Roma intanto resta alla finestra ad aspettare, ma non è escluso che alla fine Sabatini & Co. non scelgano per un’opzione di riserva.

Calciomercato Roma: Sabatini a Milano anche per il mercato. Interesse per Lima del Benfica

IL TEMPO – Vista la presenza a Milano in attesa di uno sviluppo nella vicenda Allegri, il ds romanista Walter Sabatini ne approfitta per qualche incontro di mercato. Ieri si è infatti tenut un pranzo fra lui ed Ernesto Bronzetti per parlare dell’ipotesi Real Madrid per De Rossi, ma sul centrocampista di Ostia sembra più interessato il Chelsea di Mourinho. Osvaldo è invece in sospeso fra diversi club europei e italiani. Ancora nulla di concreto, ma di certo l’attaccante è sul mercato per una cifra sui 15 milioni più bonus. Il pranzo con Bronzetti sembra però essere stato improntato sull’interessa giallorosso per l’attaccante del Benfica, Lima, secondo capocannoniere del club con 30 reti stagionali, tanto che nel pomeriggio Sabatini è stato avvistato insieme all’entourage del calciatore.

Poi si è passati ad analizzare le numerose comproprietà con oil Genoa. I rossoblù non sanno ancora se riscattare o meno Borriello, mentre la Roma potrebbe riprendersi Bertolacci nel caso in cui arrivasse Allegri che aveva già contattato il giocatore per averlo con sé al Milan. Ancora da definire il futuro di Verre e Piscitella, mentre resta in stand-by la questione relativa a Tachtsidis.

Calciomercato Roma: Rafael ha un offerta dall’estero

CALCIOMERCATO AS ROMA – Con la partenza pressochè certa del numero uno olandese Maarten Stekelenburg, direzione Fulham, la Roma, in attesa del suo nuovo allenatore (Allegri ormai è alle porte), è pronta a dare l’assalto a Rafael del Santos. Una trattativa avviata da tempo e prossima ad essere chiusa per stessa ammissione del brasiliano:  “Sì, è vero: ho una proposta all’estero”. Per ll quotidiano verdeoro Lancenet non ci sono altri club oltre la Roma e presto dovrebbe arrivare un’offerta ufficiale. “Sono tranquillo, penso solo al Santos, il club che mi ha lanciato. Preferisco non parlare del resto”. Nessuna offerta ufficiale invece per De Rossi che sembra essere sempre più lontano dalla Roma.

Calciomercato As Roma, rinnovo Totti ancora nessun incontro

In effetti, nella settimana passata a Roma James Pallotta ha fatto tante cose: la visita al Vaticano e al Quirinale, la semifinale di basket della Virtus Roma, il derby di Coppa Italia e gli incontri istituzionali. In tutto questo, però, non c’è stato tempo per Francesco Totti. Oddio, Pallotta e il capitano si sono visti e nella visita al Papa hanno anche chiacchierato un po’. Ma non di quello che si sarebbe aspettato Totti. E cioè del rinnovo del contratto, in scadenza nel giugno 2014. «Ne abbiamo già parlato e ne torneremo a parlare a fine stagione. Absolutely », ha assicurato il presidente della Roma la scorsa settimana. Sta di fatto, però, che Totti si aspettava un segnale che non è arrivato, anche se poi di queste cose il suo entourage ne dovrà parlare con altri (Baldini o chi per lui, ieri il d.g. era a Londra per parlare del futuro della Roma con Pallotta e magari un po’ anche del suo). Insomma, Francesco avrebbe gradito una dimostrazione di stima prima di partire per le vacanze, che non voleva dire per forza il rinnovo (vuole un biennale, la Roma ragiona su un 1+1), ma ’apertura delle trattative. E invece, complice il grande caos che regna in questo momento a Trigoria, non se n’è fatto nulla. È ovvio che alla fine il contratto si farà ed è impossibile pensare a un Totti altrove. Ma un po’ di dispiacere c’è, inutile negarlo. Madrid e dintorni Del resto, parlando con France Football, Totti è tornato a parlare dell’ipotesi (inverosimile) di un addio: «Ho delle offerte da club stranieri, non italiani. E se dovessi andare via andrei all’estero. Ma so che invecchierò con questa maglia ». Le offerte arrivano da Usa, Francia, Spagna e dal mondo arabo. Già, la Spagna, dove nel 2004 stava per sbarcare al Real. «Volevo una grande per vincere, in quel momento i dirigenti non potevano darmi quello che volevo. Fossi andato al Real avrei vinto tre Champions e due Palloni d’Oro. Ma il cuore ha deciso di restare e preferisco ciò che ho fatto con la Roma: la fedeltà è già una vittoria. C’è solo il rammarico di non aver vinto 2-3 scudetti in più». Mai biancoceleste Francesco ha parlato anche della Lazio. «Una parola per definirla? Niente». A cui ha poi aggiunto, scherzando: «Purtroppo ho degli amici laziali, ma se mio figlio Cristian un giorno uscirà con una tifosa biancoceleste, a casa non ci rientra». Chiusura con i ricordi. Quelli dolci come Germania 2006 («Dopo l’intervento alla gamba, Lippi in ospedale mi disse: “Verrai al Mondiale anche con una gamba sola”»). E quelli brutti come Carlos Bianchi. «Insisteva perché me ne andassi, pensava fossi un giocatore normale. Voleva Litmanen, per lui era stratosferico. Poi giocai benissimo il torneo con Mönchengladbach e Ajax e Sensi disse: “Da qui non si muove”». DeRossi e Pjanic Intanto, però, la Roma si trova a dover gestire altri tormenti. A Londra Baldini proverà a chiudere la cessione di Stekelenburg al Fulham e parlerà di De Rossi col Chelsea. Poi c’è la situazione- Pjanic: il talento bosniaco (nel mirino del Bayern) prima di decidere se restare in giallorosso vuole capire chi sarà l’allenatore e quale sarà il progetto tecnico. Altrimenti, c’è il forte rischio che decida di cambiare aria. E la Roma, francamente, non se lo può permettere.

Calciomercato Roma: giallorossi danno l’addio a Osvaldo

Non stupisce che tra le sue letture preferite ci siano i testi di Joaquin Sabina, poeta e cantautore spagnolo, comunista e antifranchista, costretto all’esilio nel 1970 per aver lanciato una molotov contro la sede granadina del Banco di Bilbao. C’è un aforisma di Sabina che proprio gli sta a pennello: «La vita è così breve e il mestiere di vivere così duro, che quando si inizia a imparare, si deve morire». E siccome il nostro eroe non ha alcuna intenzione di passare a miglior vita, mettetevi l’anima in pace, voi che vorreste portarlo sulla retta via: Pablo Daniel Osvaldo, come si dice a Roma, da quelle orecchie non ci sente. Bravo, ma… A Roma, in verità, se ne dicono tante. Sul conto del Johnny Depp de’ noantri (questa è una), pure troppe. Una massima di queste parti fa al caso suo più delle poesie di Sabina: «Chi c’ha il pane non c’ha i denti e chi c’ha i denti non c’ha il pane». Ecco. Il detto popolare non avrà lo spessore politico del cantautore rivoluzionario, ma rende l’idea. Osvaldo è come quegli studenti intelligenti che potrebbero sempre fare di più. Se solo ne avessero voglia. Se si applicassero ogni tanto, e che diamine. Sono quelli che suscitano l’indignazione dei professori, che non accettano di vedere tanto talento sprecato. Ma non capiscono, i soloni, che tutto quel talento non va sprecato ogni giorno sui libri? È più o meno quello che Osvaldo deve pensare del calcio: solo una parte della sua vita, e oltretutto non così importante da fargli rinunciare a poeti, chitarre, canzoni, viaggi, sigarette, donne. Tante donne. Tanti amori. Altrettanti cuori spezzati. Come cantano gli Stadio: «Ha donne sparse per l’Italia, lui colpisce e scappa via…». È fatto così Un gran «figlio di buona donna», in effetti. Di quelli che ti fanno incazzare a bestia, ma poi finisce che li perdoni. Sempre. Prandelli lo richiamerà, lo ha promesso il presidente federale Abete, ieri: «La punizione vale solo per la Confederations ». E già è sembrata un tantinello esagerata. E poi, se in Nazionale ci sta Balotelli, perché non Osvaldo? Oltretutto, rispetto a Super Mario, il nostro Pablo è un uomo di cultura: cita Orwell, ascolta i Pink Floyd, discute di filosofia, capisce di psicologia, anche se non riesce ad applicarla al suo caso. Ed è un uomo onesto, innanzitutto con se stesso. Dice: «La mente a volte mi tradisce». E anche: «Sono un po’ nomade». È un istintivo. Il tweet che lunedì ha dedicato ad Andreazzoli era già una mediazione, perché quando si è sentito dare del fregnone, come si dice sempre da queste parti, voleva mettergli le mani addosso. Da uno così, come fai a pretendere ordine e disciplina? Addio La verità è che il calcio gli sta stretto. Soprattutto il nostro calcio. A Roma, poi… «con tutte quelle radio locali, dicono tante bugie, non le sopporto». Come dargli torto? La sua avventura qui è terminata. Tornerà in Spagna o proverà l’Inghilterra. Caro Osvaldo, un consiglio: vada all’Atletico Madrid, non al Tottenham. I tabloid inglesi potrebbero contare pure le sigarette.

Calciomercato Roma: l’attendismo di Galliani avvicina Allegri e Milan

Un’attesa piena di voci e chiacchiere, come è stato sempre in questi giorni. La priorità della Roma è ancora quella di assicurarsi Massimiliano Allegri per la prossima stagione, ma la priorità di Allegri, e di Galliani, è di capire prima che cosa intenda fare Silvio Berlusconi. Che oggi e nei prossimi giorni sarà preso da impegni politici, e non potrà incontrarsi con il suo braccio destro calcistico e l’allenatore fino a giovedì. La Roma pare pronta ad aspettare, ma il tempo sembra giocare a favore dei piani dell’a. d. rossonero, che vorrebbe convincere Berlusconi a confermare Allegri. Contratti La situazione è in divenire: è passata una settimana dalla grande arrabbiatura di Berlusconi, che potrebbe essersi decantata. L’arrivo di Seedorf presenta diverse difficoltà, anche di tipo economico. L’olandese ha un altro anno di contratto con il Botafogo a 3,5 milioni: ovviamente l’ingaggio da allenatore esordiente non sarebbe della stessa entità, e non è detto che l’ex numero dieci del Milan sia pronto a dimezzare e oltre lo stipendio pur di sedersi sulla panchina rossonera. Ci sono tanti dettagli da sistemare per un eventuale cambio della guardia. Talmente tanti, che a questo punto Berlusconi potrebbe non ritenerlo più opportuno nell’immediato. Oltretutto Seedorf non ha ancora cambiato pelle: sta ancora giocando, mentre sia Capello che Leonardo, i casi comunemente accostati a quello dell’ultimo pupillo di Berlusconi, al momento di vestire i panni dell’allenatore avevano già smesso da tempo quelli del giocatore, e avevano accumulato un po’ di esperienza come dirigenti. Silenzi Seedorf è un caso a parte, e d’altronde ha sempre coltivato la diversità come un valore nella sua carriera: potrebbe arrivare al Milan come scelta di rivoluzione totale, nel modulo, nei sistemi di gioco e di gestione. Berlusconi dovrà decidere se è il momento giusto per provare con un uomo nuovo, ora che la ristrutturazione è iniziata, ma la squadra non ha ancora una fisionomia acquisita. Il presidente mediterà nei prossimi giorni, quando anche le elezioni comunali saranno state archiviate. Intanto Galliani continua a tessere la sua strategia in silenzio: ieri è rientrato da Londra, mentre l’allenatore si è trattenuto anche dopo la finale di Champions League e rientrerà in Italia soltanto oggi. Si è parlato di una telefonata di Baldini a Galliani, ma dal Milan non arrivano conferme. Visto tutto quello che sta succedendo, è logico che il dirigente della Roma cerchi informazioni sul futuro. La Roma non può aspettare in eterno, mentre Galliani e Allegri sembrano trovarsi benissimo alla finestra. Finché Berlusconi non avrà detto la sua, sarà difficile stanarli. E il tempo corre, forse a favore dello status quo.

Baldini: «Roma, colpa mia». 0svaldo insulta Andreazzoli

È qualcosa di più di una sconfitta: è una catastrofe sportiva. L’istantanea romanista di questa caduta è tutta nella faccia di Osvaldo – a sorpresa in panchina in avvio – che al fischio finale esce insultando Andreazzoli e dando un pugno al pannello Rai per le interviste. Nello spogliatoio, poi, lo devono calmare, visto che prende a calci tutto quello che gli è accanto. Gli altri piangono: su tutti De Rossi, Burdisso, Balzaretti, che lo farà anche mettendosi a sedere per terra fuori dallo stadio, consolato dalla moglie, l’etoile Abbagnato. Le lacrime di Totti si specchiano in quelle di sua figlia Chanel, inconsolabile tra le braccia di sua madre Ilary Blasi. Poi la bimba e suo fratello Cristian lo vanno a trovare nel ventre dello stadio e il capitano è costretto a ricomporsi. Pallotta e Malagò Mentre a Trigoria 200 tifosi si radunano per aspettare la squadra, prima di ripartire per gli Usa, il presidente Pallotta scende a consolare la squadra. «Credeteci, vinceremo presto», il senso del suo discorso. L’impatto del suo discorso sulla squadra lo facciamo commentare a un anonimo giocatore. «Ci ha detto due cavolate, ma non lo siamo stati neppure a sentire». Se Osvaldo neppure va in tribuna a ritirare la medaglia d’argento – e il c.t. Prandelli, codice etico alla mano, forse non gradirà – Totti viene consolato da Giovanni Malagò, presidente del Coni, che gli sussurra: «Una giornata così ci mancava, ma supereremo anche questa». Possibile, ma resta il dato di una Lazio che, in tre derby su tre, ha sempre giocato meglio. E il risultato è che, per la terza volta consecutiva, la Roma made in Usa non giocherà in Europa. D’altronde il bilancio è chiaro: in due stagioni le sconfitte sono state 29. Un’enormità. Non è un caso che già nel dopo partita girino voci di dimissioni di Baldini, smentite, anche se a Trigoria i sussurri raccontano come – se il d.g. facesse un passo indietro – il presidente Pallotta accetterebbe la nuova situazione. «Tutte le responsabilità sono mie – dice infatti Baldini -. Ho avuto carta bianca. Ci mancano un paio di giocatori con determinate caratteristiche, sono sicuro che trovando un tecnico meno percepito come supplente come lo è stato Andreazzoli possa aiutare a tirar fuori quelle caratteristiche.Da questa stagione abbiamo avuto molto meno di quello che aspettavamo, potevamo aspirare a qualcosa di più. Questa partita avrebbe potuto far considerare la stagione soddisfacente, ma ora il bilancio non è positivo. Il progetto comunque continua con Pallotta, che ha tutta la voglia del mondodi proseguire. Lui continuerà a fare investimenti. Certo, queste sconfitte costringono a delle riflessioni che verranno fatte». Sembra l’anticamera dell’addio, visto che a Londra c’è il Tottenham che lo aspetta e a Parigi, qualora il Psg scegliesse Capello, si aprirebbe un’altra bella situazione. Andreazzoli e il futuro Andreazzoli, criticato per le scelte, saluta così. «Rifarei tutto senza dubbio, compresa la scelta di Destro. Penso che questa squadra sia da rifondare. Nella costruzione occorrono calciatori diversi morfologicamente». Ora Roma deve sbrigarsi a pensare al futuro. Allegri pare un po’ allontanarsi, tant’è vero che si torna a parlare di allenatori come Bielsa o Rijkaard. Ma occhio ai ritorni di fiamma. Se i giallorossi mettessero sul piatto un paio di giocatori, il Bologna potrebbe anche liberare Pioli. Da sempre l’allenatore prediletto dal d.s. Sabatini. Come dire, sotto il cielo giallorosso la confusione è grande almeno quanto l’amarezza.

Agguato a Trigoria: sassi contro il pullman giallorosso

La zona rossa stavolta ha retto bene. I duemila agenti messi in campo dalla Questura hanno evitato punti di contatto tra le tifoserie, rendendo quasi sereno un pomeriggio che rischiava di diventare esplosivo. Già sabato sera la polizia aveva ritrovato sotto Ponte della Musica due zaini pieni di picconi, asce, bastoni e materiale infiammabile.Una roncola, petardi e bombe-carta sono state invece rinvenute ieri a Ponte Duca D’Aosta. Alcuni piccoli disordini ci sono comunque stati a due ore dalla partita, quando un corteo di tifosi giallorossi ha provato ad alleggerire il cordone di polizia, replicati nel finale: identificato un tifoso di Ferrara che ha lanciato una monetina e sputato contro dei giornalisti, che, in tribuna, stavano litigando tra di loro. Aggredita all’esterno dello stadio una troupe di Mediaset, salvata dalla polizia. Ma non è tutto: a due ore dalla fine del match 20 romanisti hanno colpito con un lancio di pietre un mezzo della Polizia in via Cavour e hanno danneggiato le auto in sosta. Provavano a raggiungere i festeggiamenti dei laziali. E 200 ultrà giallorossi hanno aspettato a Trigoria il pullman della squadra, con dentro anche alcuni big comePjanic, Destro e Burdisso: uova e pietre contro il mezzo, rotto un vetro del pullman davanti agli agenti in assetto antisommossa. E poi cori contro Sabatini, Baldini eDe Rossi.Daregistrare una carica in piazza Cavour per dividere le due tifoserie. Fermati due tifosi della Roma al Colosseo, hanno danneggiato alcune auto e attaccato un gruppo di forze dell’ordine. Coreografie Davanti a un parterre di livello (il presidente del Senato Grasso, il ministro dello Sport Idem, dell’Integrazione Kyenge e dell’Economia Saccomanni, il presidente del Coni Malagò, il sindaco diRomaAlemanno, il presidente federale Abete e quello di Lega Beretta), è poi cominciata la sfida del tifo, in un Olimpico con ampi spazi vuoti. Anche sugli spalti ha vinto la curva laziale, «dipinta» a spicchi bianchi e celesti e con un immenso telo centrale con un centurione romano con il vessillo dell’aquila e la scritta «Hic manebimus optime» (citazione di Tito Livio, «Qui staremo benissimo »). Coreografia a cui la Sud ha risposto con fumogeni e due striscioni: «La coerenza come ideale vale più di una finale. Mantenere questa via è la nostra coreografia. Curva Sud» e «Il cielo si oscurò con i colori di Roma ». Striscioni Poi la sfida degli striscioni: tesserati, avvocati, Trilussa, dentro ci è finito un po’ di tutto. Spesso con un botta e risposta, quello giallorosso «Voi la grinta, noi l’amore per avere una stella sul cuore» (riferimento all’eventuale decima coppa) poi il biancoceleste «La storia è sempre quella, sul petto vuoi una stella », con chiaro riferimento alla stella di David, simbolo dell’ebraismo.